Promuovi la tua campagna


Le truffe più 'famose' del crowdfunding


Gli inganni alla folla di Internet

'Crowdfuffa', così potremo definire una truffa perpetrata ai danni della 'folla' che sostiene un progetto di crowdfunding che, però, non viene mai realizzato. 
Nonostante gli sforzi delle piattaforme di finanziamento dal basso e dei loro utenti per cercare di contrastare fenomeni fraudolenti, la cronaca ha mostrato che - talvolta - ingegnosi truffatori sono, comunque, riusciti ad ingannare innumerevoli persone. Spesso si tratta di progetti inesistenti, ma pubblicizzati ad arte per sembrare veri; ma non mancano neppure casi in cui i progetti effettivamente sono reali, ma - poi - non vengono realizzati a causa di malversazioni e sperperi da parte dei progettisti delle stesse campagne di raccolta fondi.

Questi sgradevoli episodi non sono la norma. Quindi, non devono spaventare coloro che volessero supportare una campagna di fundraising. Le vicende che si riportano di seguito rappresentano avvenimenti eccezionali illustrati per consentire al lettore un investimento più consapevole ed informato.

Prima di addentrarci nell'analisi delle truffe, occorre evidenziare come sono i modelli non finanziari del crowdfunding, quali reward o donation, ad essere più facilmente oggetto dalle mire dei malintenzionati. Come vedremo, però, anche il crowdinvesting non è esente da scandali.

I casi che prenderemo in visione sono cinque: Kobe Red, Peachy Printers, Skully, Ascenergy e TrustBuddy. Il primo è una truffa sventata 'in zona Cesarini'. Il secondo riguarda sempre una truffa con la quale i manager di un'azienda hanno utilizzato i soldi raccolti per la costruzione della propria abitazione privata. Il terzo concerne il fallimento di una start-up a causa dello sperpero di denaro da parte del top management. Il quarto rappresenta il primo raggiro della storia perpetrato tramite crowdinvesting. Infine, l'ultimo è sostanzialmente una frode finanziaria e contabile.

Kobe Red, tutto fumo e niente arrosto. Secondo l'Huffington Post, questa falsa campagna aveva tutte le potenzialità per diventare una delle più grandi truffe della storia del crowdfunding, prima che il portale americano Kickstarter si accorgesse della frode e annullasse la raccolta nel giugno del 2013. Come ricorda l'Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano (PoliMi) nel 2° Report italiano sul CrowdInvesting del 2017, la «fantomatica» società Magnus Fun Inc richiedeva fondi per la Kobe Red, «un tipo di carne particolarmente deliziosa ricavata da bovini alimentati con birra e mangime bio». Circa 3,2 mila persone aderirono alla campagna, che raggiunse contributi per 120.000,00 Dollari. C'era solo un 'piccolo' particolare: era tutto falso - come riporta Quartz. I truffatori «avevano diffuso informazioni fasulle e inventato commenti entusiastici da parte della web community». Insomma, per restare in tema di carne, era tutto fumo e niente arrosto.
Ma come è stato possibile accorgersi del raggiro? Su Reddit sono disponibili gli step che i filmakers che affermano di aver scovato la truffa sostengono di aver seguito per scoprirla. Vediamoli sinteticamente. Anzitutto Magnus Fun Inc, a differenza di quanto asseriva, non era una società registrata in California. In secondo luogo, l'indirizzo email utilizzato per registrare il sito dell'azienda era lo stesso di un'altra pagina web - Uhadme.com. - che, però, era offline. Ciononostante, una versione precedente di questo secondo sito, memorizzata su Internet, mostrava che una persona di nome Stanley Owens lo gestiva da Chicago. Curiosamente, proprio un certo Stanley Owens aggrediva, come un 'leone da tastiera' - alla Napalm51 di Crozza -, chi metteva in dubbio la credibilità della campagna Kobe Red. Per di più, l'account di Amazon Payments, intestato ad un tal Desjon Allen, utilizzato per ricevere il denaro, era 'casualmente' collegato allo stesso indirizzo di Chicago di Stanley Owens. In aggiunta, né tramite Google né attraverso i social media era possibile trovare un qualche riscontro di qualcuno che avesse effettivamente assaggiato la chimerica Kobe Red. Inoltre, tutti gli account che assicuravano la bontà della carne della Magnus Fun Inc parevano essere piuttosto nuovi. Come se non bastasse, non erano neppure presenti i nomi dei creatori e tanto meno delle loro foto e il video promozionale conteneva solo frasi ed immagini del finto prodotto.
Alla fine Kickstarter ha chiuso la raccolta poco prima che terminasse il periodo di validità della campagna e, in questo modo, i backer sono riusciti a non perdere il proprio denaro.

Peachy Printers, la casa dei manager con i soldi dei backer. Negli ultimi anni le stampanti 3d hanno riscosso un successo sempre crescente. Così, attratte dal prezzo di 100,00 Dollari Canadesi per una stampante che incorporava anche uno scanner, oltre 4,4 mila persone hanno finanziato il progetto di Peachy Printers su Kickstarter.
La campagna venne lanciata il 20 settembre del 2013 e un mese dopo erano stati raccolti ben 651.091,00 Dollari Canadesi. Dopo numerosi aggiornamenti al sistema hardward ed al software della stampante, a giugno del 2014, Rinnovated Design - la società che aveva lanciato il progetto - informò i backer di un ritardo nella produzione. In seguito a ulteriori update ad alcune parti di Peachy Printers ed al programma applicativo dello scanner, ad aprile del 2015 venne annunciato un nuovo rinvio della consegna, che sarebbe dovuta avvenire nella seconda metà dell'anno. Un altro slittamento nei tempi di spedizione venne comunicato ad ottobre e Rinnovated Design lo giustificò affermando che mancavano ancora dei componenti. Nei primi mesi del 2016 venne detto ai backer che si era al 70% della produzione delle prime 600 stampanti.
L'11 maggio del 2016 venne, però, rilasciata una 'Big Bad News': i manager dell'azienda avevano utilizzato parte dei soldi raccolti per la costruzione della propria abitazione. Nell'ultimo aggiornamento dell'ottobre 2016, Rinnovated Design affermava che, a causa dell'inchiesta per truffa, l'attività produttiva era cessata; in altre parole Peachy Printers non sarebbe mai stata realizzata e consegnata ai sostenitori della campagna di crowdfunding.

Skully, le spese 'pazze' del top management. Questa campagna di crowdfunding era stata lanciata dall'omonima start-up californiana su Indiegogo e prometteva la realizzazione di un casco da moto innovativo, grazie ad una tecnologia a realtà aumentata.
L'azienda aveva raccolto, tramite il reward crowdfunding, oltre 2,4 milioni di Dollari da 1.940 sostenitori nel 2014 e ad altri 11 milioni di Dollari erano arrivati da un Venture Capital nel 2015 (come riporta Crowdfund Insider). Tuttavia, anziché impiegare il denaro per la produzione dei caschi, il top management spererò i fondi in diverse spese 'pazze' per pranzi, cene e automobili (per riprendere la definizione data agli insoliti esborsi di Skully da parte dell'Osservatorio Crowdinvesting del PoliMi). A questo proposito, numerose fonti - tra cui CNNCrowdfund Insider e TechCrunch - riportano dell'affitto di una Lamborghini e di un conto di $ 2.000,00 in uno strip club in Florida. Insomma, importi pagati per servizi assolutamente scollegati dalla produzione di caschi da moto.
Ad agosto del 2016, Skully informò i propri backer che avrebbe richiesto agli enti competenti l'attivazione della procedura di bancarotta, dichiarando - quindi - il proprio fallimento. La notizia venne divulgata tramite Indiegogo proprio qualche giorno dopo che una contrariata impiegata della contabilità della start-up aveva fatto causa ai manager per le loro spese inconsuete - come sottolinea la CNN.
A gennaio 2018 è però arrivata una novità inaspettata. Sul sito di Skully è stato annunciato che gli asset societari erano stati rilevati e, dunque, l'azienda era pronta ad essere nuovamente operativa (Crowdfund Insider). Attualmente offre una versione evoluta e migliorata del suo casco a realtà aumentata, anche per i backer truffati dalla precedente gestione (InSella).

Ascenergy, la prima truffa del crowdinvesting. Ascenergy rappresenta la prima truffa finanziaria perpetrata tramite crowdinvesting - come riporta Crowdfund Insider. Si tratta di una campagna di crowdfunding investment-based, in cui i soldi raccolti non sono serviti alla realizzazione del progetto aziendale, ma - al contrario - sono stati utilizzati per finanziare altre società e sostenere diverse spese personali dei manager (come nel caso di Skully).
Vediamo la vicenda nel dettaglio. Ascenergy, impresa operante nel settore dell'Oil & Gas, a cavallo tra il 2013 e il 2014, riuscì a raccogliere approssimativamente 5 milioni di Dollari, di cui circa l'80% tramite crowdfunding da parte di una novantina di investitori americani e stranieri - secondo quanto riportato, fra gli altri, da Crowdfund Insider e CrunchBase. Verso la fine del 2015, la SEC - ossia l'equivalente della Consob italiana - congelò tutti gli asset del fondatore nonché manager, Joey Gabaldon, in quanto aveva rivelato un enorme frode ai danni degli investitori. Si scoprì, infatti, che Ascenergy aveva già speso almeno $ 1,2 milioni, ma non per supportare lo sviluppo aziendale (come era stato detto durante la campagna di raccolta fondi); bensì per spese piuttosto 'curiose' per: viaggi all'estero, fast food, integratori alimentari e prodotti per la cura personale - oltreché per compere su iTunes e sull'Apple Store. In aggiunta, la SEC rilevò che solamente 2.000,00 Dollari erano stati effettivamente spesi nell'industria dell'Oil & Gas. Inoltre, i bilanci della società non mostravano alcun profitto e non risultavano neppure progetti che rivelassero lo sfruttamento e la trivellazione di giacimenti di carburanti fossili. Come se non bastasse, Joey Gabaldon aveva anche 'dirottato' parte dei fondi che aveva raccolto verso altre sue aziende (PoliMi).
Alla fine, anche se con lunghe tempistiche burocratiche, Joey Galbon è stato condannato per essere stato l'artefice della prima truffa finanziaria del crowdfunding.

TrustBuddy, la società quotata di lending crowdfunding con un buco di 4,6 milioni nel bilancio. TrustBuddy era una piattaforma scandinava di crowdfunding lending-based, che aveva ottenuto un grande successo sin dal suo lancio, arrivando ad essere il primo portale di prestiti peer-to-peer a quotarsi in borsa, per la precisione sul NASDAQ OMX Nordic Exchange. Come riportano un documento della Commissione Europea e vari articoli su Crowdfund Insider, nel 2014, con la nomina dei nuovi manager, venne revisionato il bilancio societario e si scoprì una discrepanza di 4,6 milioni di Euro nei libri contabili - presente fin dai primi anni di attività. In poco tempo, i fondi che l'azienda deteneva vennero congelati, compresi quasi 2 milioni di Euro che i finanziatori avevano investito tramite TrustBuddy, ma che non erano ancora stati allocati nei relativi prestiti disponibili sulla piattaforma. Le autorità nazionali costrinsero la società a cessare l'attività e, poco dopo, TrustBuddy dichiarò il proprio fallimento.

Questi cinque raggiri mettono in luce come non sempre ci siano sufficiente trasparenza online. Spesso, poi, gli investitori si trovano ad avere informazioni insufficienti a valutare l'effettivo rischio dei progetti che vogliono finanziare o sostenere. Ciononostante, come ricorda James Surowiecki, nel libro The wisdom of the crowd, «in un contesto collettivo caratterizzato da diversità di opinioni, indipendenza, decentralizzazione e condivisione delle informazioni le decisioni possono essere più efficienti rispetto a quelle che ogni singolo soggetto potrebbe prendere. Nel crowdfunding l'ipotesi è che eventuali comportamenti opportunistici da parte di chi raccoglie capitale in maniera fraudolenta od opportunistica siano poi 'censurate' dalla folla di Internet, rese pubbliche in tutto il mondo, e quindi sarebbe poi impossibile replicare altri danni».
Questa affermazione piuttosto forte, non è sempre valida; tuttavia può trovare riscontri concreti quando la 'folla' di Internet sostiene le campagne di finanziamento dal basso in modo consapevole ed informato. Dunque, quando investite i vostri risparmi in progetti di crowdfunding, crowdinvesting e non solo, siate sempre attenti: documentatevi, informatevi per bene e valutate attentamente tutti i rischi.





Commenti




Come finanziare una start-up innovativa
Come finanziare una start-up innovativa
G. Bartolomei, A. Marcozzi
2015
Crowdfunding e personal fundraising: la nuova frontiera del dono
Crowdfunding e personal fundraising: la nuova ...
A. M. Siccardi, V. Vitali
2018
Crowdfunding e Regolamentazioni. La Tassazione in Italia: il quadro generale
Crowdfunding e Regolamentazioni. La Tassazione ...
I. Cultera
2015
Crowdfunding. Dai sogni ai soldi. Come finanziare i tuoi progetti evitando le banche
Crowdfunding. Dai sogni ai soldi. Come finanziare ...
F. Troisi, A. Giusti
2014
Crowdfunding. Il finanziamento della folla, o dei 'folli'?
Crowdfunding. Il finanziamento della folla, o ...
G. Quaranta
2016





PER CONOSCERCI MEGLIO

Chi siamo
About Us
FAQ
Privacy
Contatti
CROWD-FUNDING.CLOUD

©2019 Crowd-Funding.cloud
Credits: Realizzazione siti Torino