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Sociallending, dove il lending è sociale


L'innovativo finanziamento del no-profit

Oggi vi presentiamo la nostra intervista alla Dott.ssa Ida Meglio, Founder di Sociallending, una piattaforma no-profit di social lending crowdfunding per le giovani idee e per i progetti orientati al sociale, ossia al Terzo Settore.

1. Che cos'è e come funziona Sociallending?
«Sociallending è una realtà non profit dalla duplice funzione: da una parte è una associazione le cui finalità sono la promozione dell'innovazione sociale e digitale, dell'inclusione sociale attraverso la finanza di impatto, del crowdfunding come strumento innovativo di finanza dal basso; dall'altra è una piattaforma di lending crowdfunding senza intermediazione finanziaria, basata sul prestito sociale tra individui e gestita dall'omonima associazione.
Il nostro modello è completamente dedicato ad un target definito tristemente dagli istituti bancari e finanziari con 'non bancabili', per questo motivo grande attenzione la rivolgiamo soprattutto ai giovani con potenziali idee di impresa e/o progetti a vocazione sociale gestiti da organizzazioni non profit, che mancano delle risorse necessarie allo start-up di una impresa. Il funzionamento del nostro modello di crowdlending è stato completamente ispirato dalla piattaforma internazionale Kiva.org e si basa completamente su due fattori: l'assenza di intermediazione finanziaria e l'utilizzo di un meccanismo di social networking. Pertanto siamo stati definiti sul 2° Report italiano sul Crowdinvesting 2017, un'esperienza interessante che merita attenzione, quasi alla stregua di Terzo Valore di Intesa Sanpaolo: non un portale di raccolta e gestione dei prestiti, ma un marketplace dove le giovani idee e i progetti no-profit vengono presentati ai navigatori di Internet, i quali possono in separata sede offrire sostegno finanziario concordando le migliori condizioni di rimborso ed eventualmente remunerazione del capitale.
La nostra piattaforma effettua una prima 'scrematura' dei progetti in collaborazione con Università, Centri di ricerca e professionisti di cultura e metodologia imprenditoriale ed offre attività di tutoraggio, project management e formazione, in particolare sull'imprenditoria sociale».

2. Chi sono i fondatori di Sociallending e come è composto il team?
«Sociallending è una intuizione e idea di Ida Meglio, nata nel corso di una tesi di Master in Management dell'Impresa Sociale presso l'Università di Cassino e del Lazio Meridionale [ndr, Unicas], sullo studio e declinazione del Business Model Canvas per le imprese sociali condotto da Alessandra Moscatelli e Stefano Supino e la sua applicazione al microcredito. Da questo percorso e dall'incontro con questi professionisti, si è giunti alla fondazione dell'associazione Sociallending e alla progettazione della piattaforma sociallendingitalia.net - prima piattaforma italiana realizzata col crowdfunding stesso - il cui impegno di una sola persona, è divenuto un lavoro di squadra e di team affiatatissimo; grazie al prezioso contributo di Alessandra e Stefano, sono state realizzate due importanti collaborazioni: con la Record Data S.r.l. di Fano che ha completamente sviluppato e realizzato la piattaforma e con l'Imprendilab dell'Università di Cassino e del Lazio Meridionale diretto dal Prof. F. Ferrante, in cui Sociallending è incubata come start-up a vocazione sociale.
Il team oltre a Ida Meglio che cura gli aspetti del finanziamento dal basso e del crowdfunding, ad Alessandra Moscatelli che segue la piattaforma e la digital e community strategy per la Record Data srl e a Stefano Supino, docente di Entrepreneurship and Innovation che, come responsabile della formazione imprenditoriale presso Imprendilab Unicas, è advisor di Sociallending, è completato dalla collaborazione di Lucio Meglio, sociologo, anche lui docente Unicas e da esperti legali sempre collegati alla medesima università».

3. Come funziona il lending crowdfunding per il sociale e come lo interpretate all'interno di Sociallending?
«A livello internazionale, si vedano realtà strutturate come Kiva.org e MYC4, il funzionamento è praticamente identico fra il non profit e il for profit - le sopracitate, in via generale, sono alla stregua di Lending Club; in Italia, invece, sebbene il lending sia la modalità di crowdfunding più utilizzata, non permette grandi applicazioni soprattutto nel sociale, se non con norme e disposizioni rigide da parte di Banca d'Italia; le motivazioni sono legittime e comprensibili vista la materia dell'intermedizione finanziaria nel for profit, ma grazie al nuovo meccanismo, per cui la piattaforma Sociallending non raccoglie e gestisce denaro, ma funge esclusivamente da marketplace e soprattutto, grazie alla nuova riforma del Terzo Settore, questa modalità di lending rappresenta una grossa opportunità di approvvigionamento risorse alternativo ai canali tradizionali, soprattutto per i così detti 'non bancabili': in particolare, per il sociale, questo modello di crowdfunding può fornire uno strumento di legittimazione supplementare per l'attività d'impresa, basato su un processo di selezione dei progetti fortemente democratico da parte dei potenziali sostenitori. Chi vuole sostenere un progetto sulla piattaforma Sociallending, infatti, ha la possibilità di analizzarlo per poi decidere quale finanziare e in che modo e ha la possibilità di condividere le informazioni sul progetto attraverso i social media all'interno della propria rete sociale. In sostanza, per molti sostenitori, aderire ad una campagna di crowdlending, permette di ottenere l'accesso a informazioni privilegiate dell'attività dell'impresa sociale proponente, attraverso gli strumenti di comunicazione offerti dalla piattaforma stessa. Il finanziamento di progetti a impatto sociale può inoltre generare dei benefici in termini di senso di appartenenza all'iniziativa imprenditoriale nonché di co-creazione di valore sociale. Questi elementi vanno a colmare alcune lacune degli strumenti di finanziamento tradizionali e possono diventare variabili importanti per la creazione di adeguati modelli di gestione dei processi di finanziamento per l'imprenditorialità sociale. Con il crowdfunding la crowd - folla indistinta di potenziali sostenitori - si trasforma in peers, comunità di sostenitori e co-creatori che condividono valori e hanno interesse nella realizzazione del progetto».

4. Quale è lo scenario giuridico italiano di riferimento? Quali pensate potranno essere le future evoluzioni normative del settore?
«Attualmente il social lending, in generale, è normato dalle recenti disposizioni (novembre 2016) di Banca d'Italia; la riforma sul Terzo Settore lascia però intendere che ci siano grossi margini di applicazione futura, il che è fortemente auspicabile. La riforma prevede la possibilità per le imprese sociali di raccogliere risorse per un progetto attraverso una delle piattaforme online autorizzate dalla Consob. Ci riferiamo in particolare all'equity crowdfunding, fondi in cambio di quote societarie e al lending crowdfunding dove gli investitori possano prestare denaro a persone fisiche (consumer) o imprese (business) a fronte di un interesse e del rimborso del capitale. Due soluzioni diverse al razionamento delle risorse finanziarie per progetti meritevoli, che altrimenti non vedrebbero la luce, a cui se ne aggiunge una nuova, la terza, rappresentata proprio dal modello innovativo di Sociallendingitalia.net».

5. Come è composto l'ambiente competitivo del lending crowdfunding per il sociale in Italia?
«Il social lending, il cui inizio ufficiale si potrebbe collocare dunque nel 2016 quando la Banca d'Italia ha emanato disposizioni in materia; per molte organizzazioni non profit rappresenta uno strumento alternativo al credito tradizionale senza fare ricorso alle banche o ad altri intermediari finanziari. La riforma del Terzo Settore avvicinerà le banche tradizionali al mondo del non profit, sicuramente per questo, in tale direzione si muove appunto Terzo Valore, la piattaforma di lending non profit promossa da Intesa Sanpaolo. Il portale mette in diretto contatto le imprese non profit attive nel terzo settore con possibili finanziatori, o donatori. La banca valuta la sostenibilità economica e l'effettiva utilità sociale del progetto e se ne fa garante con i sostenitori. A questo modello per il sociale, ora però, i ricercatori hanno affiancato l'esperienza di Sociallending: il marketplace per il non profit in cui vengono presentati alla folla, progetti con finalità sociali a cui, in separata sede, si possono offrire sostegni e risorse economiche necessarie allo start-up».

6. Quale è l'opinione di Sociallending sullo stato attuale del crowdfunding e del lending crowdfunding per il sociale più nello specifico?
«Con Sociallending siamo perfettamente d'accordo con chi dice che il lending in particolare, deve rappresentare un fenomeno importante con cui il mondo del non profit può misurarsi e con cui può trovare le giuste risposte innovative ai bisogni e problemi sociali che ci circondano. La difficoltà di accesso al credito o al capitale di rischio è sempre stata vista come la principale barriera o ostacolo per lo sviluppo dell'imprenditoria sociale: ora i tempi sono maturi per una radicale trasformazione e con Sociallending siamo pronti ad accogliere la sfida e proporre una valida soluzione».

7. Informazioni su Sociallending.
«Ad oggi abbiamo avviato la trasformazione dell'associazione Sociallending in impresa sociale ed entro la fine del 2017 completeremo le procedure per l'iscrizione al registro speciale delle start-up innovative a vocazione sociale.
Attiva e operativa in Italia da solo qualche mese, Sociallendingitalia.net è la prima piattaforma di crowdfunding finanziata col crowdfunding stesso sulla piattaforma WYWD di TIM, over performante con una raccolta del 133%, tra i migliori progetti presentati nelle varie application di WYWD è tra le 100 Storie di Creatività 2016, sezione nuove tecnologie, del volume e del portale della Regione Lazio - Lazio Creativo (aggiornamento agosto 2017); ancora nella versione test, è stata riconosciuta subito a livello europeo dal portale Digitalsocial.eu (in collaborazione con NESTA) tra i 25 migliori progetti di innovazione sociale e digitale alla scorsa maker faire 2016; è presente nel 2° Report Italiano sul Crowdinvesting 2017 nella sezione che riguarda il crowdfunding applicato al sociale ed entro la fine dell'anno sarà completa di ogni funzionalità.
Nel luglio 2017 realizzato il primo corso di imprenditorialità sociale da cui sono venute fuori idee a vocazione sociale in fase di valutazione e progettazione che entro la fine dell'anno verranno presentate in piattaforma per le relative campagne di crowdlending sociale. Previsti entro i prossimi mesi accordi importanti con Fondazioni territoriali per l'avvio di campagne e progetti di comunità».

Per maggiori informazioni si rimanda al sito www.sociallendingitalia.net
 



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