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Storia ed evoluzione del crowdfunding in Italia


Storia del fenomeno italiano

In Italia, il crowdfunding ha iniziato a diffondersi molto presto, tuttavia - soprattutto a causa delle peculiarità interne - il Paese non ha sfruttato i vantaggi tipici del first mover1. Infatti, mentre in altre realtà economiche il fenomeno iniziava a prosperare, nel Bel Paese incontrava gli svantaggi tipici di chi effettua la prima mossa e non ne sa approfittare. Non a caso le caratteristiche del tessuto imprenditoriale, la lunga filiera burocratica, assieme all'elevato tasso di analfabetismo digitale e alla scarsa diffusione dei sistemi di pagamento online (accompagnata molto spesso da una grande diffidenza per i pagamenti su Internet) hanno rallentato di molto gli sviluppi del fenomeno sulla penisola.
La storia del crowdfunding2, seppur breve nella sua intera durata, presenta - comunque - alcuni passaggi principali. I primi segni di tale fenomeno in Italia risalgono a prima della crisi del 2008, quando Produzioni dal Basso nel 2005 - addirittura in anticipo rispetto a realtà come Kickstarter - ha lanciato un servizio online per finanziare progetti sul web. In seguito, nella seconda metà del primo decennio degli anni Duemila, i successi delle piattaforme d'oltreoceano sono giunti anche nel continente europeo e, così, tra il 2010 ed il 2011 si sono diffuse alcune piattaforme di reward e donation crowdfunding anche in Italia, oltre ai primi esempi di social lending3. Nel 2012, invece, ha avuto inizio un fenomeno nuovo: la diversificazione settoriale dei portali. Tuttavia è 'solo' nel 2013 che si è verificata una vera e propria svolta. Infatti è avvenuto un boom nella creazione di piattaforme di crowdfunding e sono altresì iniziati a nascere portali del tipo do-it-yourself. Il 2013 rappresenta la svolta nel settore anche perché è l'anno in cui è stato emanato il provvedimento con il quale è stata introdotta una normativa ad hoc per l'equity-based crowdfunding nell'ordinamento italiano. In seguito, nel 2014, vi sono state due tendenze predominati. Anzitutto si è avviato un processo di proliferazione di portali sempre più locali, ossia rivolti ad una specifica area geografica italiana. In secondo luogo il 2014 ha visto l'applicazione del crowdfunding anche in altri settori economici, rispetto a quelli che si erano delineati negli anni precedenti. Queste tendenze hanno portato alla nascita di piattaforme orientate ai modelli civic4royalty-based5 e invoice trading6 (anticipo fatture). Nel 2015 si è assistito ad una crescita delle varie tipologie di finanziamento collettivo in Italia e verso la fine del 2016 e nei primi mesi del 2017 sono stati lanciati anche portali di crowdfunding per il real estate7 ed è stato altresì lanciato (negli ultimi mesi dell'anno) il finanziamento tramite prestiti lending-based per la rateizzazione degli acquisti sui siti e-commerce8.
In sostanza lo stato dell'arte del finanziamento dal basso italiano, con le ultime ricerche9 del 2017, era essenzialmente descrivibile nei termini seguenti. Il settore, «nonostante la fisiologica nati-mortalità delle piattaforme»10, non mostrava ancora processi di concentrazione; al contrario, vi era una sostanziale «specializzazione e segmentazione dei mercati»11. In tal senso sono stati quattro i trend principali ad essere emersi nel corso degli ultimi anni12:
  • Fidelizzazione13: si è verificato un passaggio di centralità dal progetto al soggetto che organizza la campagna, al punto tale che un portale come Produzioni dal Basso, sull'esempio Patreon e Drip, nel 2018, ha lanciato una nuova forma di crowdfunding, quello ricorrente;
  • Decentralizzazione14: grazie all'innovazione tecnologica molte piattaforme hanno alleggerito la propria interfaccia, ridistribuendo le funzioni di crowdfunding all'interno di infrastrutture più elastiche e ricorrendo altresì a diverse forme di intelligenza artificiale - come ai chatbot per la gestione de primo contatto con la clientela tramite le chat di assistenza;
  • Internazionalizzazione15: i portali italiani sembrerebbero essere in grado di competere con le grandi piattaforme multinazionali;
  • Complementarietà16: il 2017 ha segnato un buon passo in avanti per le raccolte legate al mondo del no-profit, difatti le organizzazioni del terzo settore hanno sviluppato una «strategia integrata con obiettivi specifici e complementari rispetto ai canali di fundraising tradizionali»17, caratteristiche che hanno influenzato positivamente anche il finanziamento dal basso in modalità civic-based.
Nel 2018, oltre all'introduzione della modalità di raccolta ricorrente, si è altresì assistito all'introduzione di due nuove modalità di sottoscrizione delle partecipazioni acquistate tramite equity crowdfunding: a giugno il syndicate crowdfunding (syndication) e a ottobre l'intestazione conto terzi (intestazione 'fiduciaria').

Nei prossimi anni è presumibile attendersi una crescita dell'equity crowdfunding, grazie al suo allargamento a tutte le PMI italiane, e al contempo, in base ai dati disponibili, è ipotizzabile che le forme di finanziamento dal basso si inseriscano sempre di più nel tessuto economico del nostro Paese.

_________________

1. Per maggiori informazioni sul concetto di 'first mover', si guardi il glossario alla lettera 'F'.
2. Un approfondimento sul tema fino al 2014 può essere trovato su I. PAIS-P. PERETTI-C. SPINELLI, Crowdfunding. La via collaborativa all'imprenditorialità, Egea, 2014, pp. 57 ss..
3. Prestiamoci è il primo portale di social lending apparso in Italia nel 2010.
4. Forse di finanziamento di questo tipo erano presenti anche in precedenza, ma è solo con la diffusione di piattaforme locali per il territorio che si è iniziato a parlare di vero e proprio civic crowdfunding.
5. BandBackers è stato il primo portale italiano per il royalty crowdfunding ed è stato lanciato nel 2014.
6. La prima piattaforma per l'anticipo fatture mediante invoice trading è Workinvoice, lanciato nel 2014.
7. Il portale Walliance per il real estate crowdfunding è andato online nel 2016 e nei primi mesi del 2017 è stato iscritto al Registro Consob per i gestori delle piattaforme di equity crowdfunding.
8. Per un approfondimento su questo tema si vedano: CROWDFUNDING CLOUD, Soisy, il finanziamento dell'acquisto e-commercewww.crowd-funding.cloud, 12/06/2018; SOISY, Soisy reinventa il finanziamento di acquisti, www.soisy.it, 11/06/2018; CROWDFUNDING CLOUD, Soisy riceve un finanziamento (quasi) milionario, www.crowd-funding.cloud, 26/12/2017 e CROWDFUNDING CLOUD, Soisy, il lending crowdfunding per rateizzare gli acquisti online e nei negozi, www.crowd-funding.cloud, 07/11/2017.
9. Il riferimento è alla ricerca della Dott.ssa Ivana Pais con Starteed: STARTEED, Il Crowdfunding in Italia. Il report 2017, www.starteed.com, 16/05/2018. Il documento è gratuitamente scaricabile da questo link, inserendo semplicemente il proprio indirizzo email.
10. e 11. La citazione si riferisce a: STARTEED, Il Crowdfunding in Italia. Il report 2017, www.starteed.com, 16/05/2018, cit., p. 17.
12. STARTEED, Il Crowdfunding in Italia. Il report 2017, www.starteed.com, 16/05/2018, pp. 17 ss..
13. e 14. STARTEED, Il Crowdfunding in Italia. Il report 2017, www.starteed.com, 16/05/2018, p. 18.
15. STARTEED, Il Crowdfunding in Italia. Il report 2017, www.starteed.com, 16/05/2018, p. 19.
16. STARTEED, Il Crowdfunding in Italia. Il report 2017, www.starteed.com, 16/05/2018, p. 20.
17. La citazione fa riferimento a: STARTEED, Il Crowdfunding in Italia. Il report 2017, www.starteed.com, 16/05/2018, cit., p. 20.






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