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Un anno di Italian Equity Crowdfunding Index


Tante novità e una raccolta complessiva di 50 milioni

Il valore dell'indice italiano dell'equity crowdfunding si flette leggermente rispetto allo scorso ottobre, ma segna un buon livello di crescita in confronto a settembre (+4%). In base alle stime più recenti, aggiornate al 17 dicembre e riferite al mese di novembre 2018, l'indice è attualmente ad un livello di 113,96. Si tratta di un valore del tutto in linea con l'andamento annuale, anche se distante di oltre 3 punti dall'apice di 117,56 toccato a maggio.

L'Italian Equity Crowdfunding Index è «un indice sintetico dell'apprezzamento 'teorico' del valore dei titoli sottoscritti dalla 'folla' di Internet» che è stato introdotto dall'Osservatorio Crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano (PoliMi) a novembre 2017. Questo significa che «se un investitore italiano avesse sottoscritto l'1% di ogni operazione di equity crowdfunding chiusa con successo fino a quella data», il valore teorico del suo portafoglio sarebbe cresciuto del 13,96% il 17 dicembre 2018. Nel complesso, dal lancio di novembre 2017 la crescita complessiva dell'indice nell'arco di un anno è stata del +10,6%.

Tale indice fa riferimento al solo fenomeno dell'equity crowdfunding italiano e alla metà di dicembre si riferiva al seguente scenario. 
portali effettivamente operativi in Italia erano 32, di cui 30 in qualità di 'gestori autorizzati' e due come gestori 'di diritto'. Il mercato ha visto l'ingresso di due nuove piattaforme 'autorizzate' nell'ultimo mese: Build Around e Doorway.
Le campagne in raccolta, al 17 dicembre 2018, erano 47 - il 104% in più in confronto a due mesi fa. Il totale delle offerte pubblicate era pari a 310, delle quali il 70% terminate con successo, valore in ascesa rispetto allo scorso settembre. Prendendo in considerazione le sole campagne lanciate nel 2018 (104), il tasso di successo si è, nuovamente, leggermente contratto soffermandosi al 75%: il che significa che ogni 4 progetti, almeno 3 raggiungono il target minimo di raccolta previsto. Le società che hanno fatto ricorso all'equity crowdfunding sono state 285. Suddividendole per tipologia, le percentuali sono rimaste pressoché uguali a quelle rilevate in precedenza: l'83% delle aziende erano start-up innovative, il 9% PMI innovative, il 1% veicoli di investimento e il 7% altre tipologie di PMI. Sostanzialmente, si è verificata una leggere diminuzione della start-up innovative ed una contestuale crescita degli altri modelli di PMI (+46%). Il target medio di raccolta si è attestato su € 214.218, corrispondente ad un livello ricompreso nella forbice di oscillazione annuale. La quota media del capitale proprio offerto si è ulteriormente ridotta, soffermandosi su di un valore del 12%. Prendendo in considerazione le sole 184 campagne chiuse con successo, la percentuale media di raggiungimento del target è tornata a crescere, attestandosi sul 189,7%. In ascesa anche il numero medio di investitori di ogni progetto, che è passato a 73,8.

In definitiva, il capitale complessivamente raccolto da quando l'equity crowdfunding è stato introdotto nell'ordinamento giuridico italiano ha superato i 51,8 milioni di Euroun netto +5% dall'ultima rilevazione del 26 novembre.

Le piattaforme con il maggior numero di campagne pubblicate - a partire dal primo gennaio 2013 - sono state, in ordine: CrowdFundMe (60), Mamacrowd (57) e OpStart (43) - quest'ultima scalza, temporaneamente, dal podio StarsUp che si 'ferma' a 39. In termini di fondi raccolti per ogni progetto la classifica cambia leggermente, anche negli attori. Al primo posto c'è Mamacrowd con 13,2 milioni di Euro, seguita da CrowdFundMe con 10,8 milioni di Euro e poi da Walliance (real estate equity crowdfunding) con 7,5 milioni di Euro.

Questi dati racchiudono l'andamento del primo anno dell'Italian Equity Crowdfunding Index, presentato il 29 novembre 2017. Oltre ai suddetti risultati, di cui va rimarcato il superamento di oltre 50 milioni di Euro di raccolta complessiva, si possono ricordare anche i buoni dati segnati da portali come WeAreStarting, BacktoWork24 e 200Crowd. Fra le principali novità intervenute nel settore giova ricordare, fra le altre cose, l'introduzione di modalità differenti modalità di sottoscrizione delle quote/azioni (syndication e intestazione conto terzi) ed il recente roadshow di CrowdFundMe per la quotazione su AIM Italia di Borsa Italiana.

* Le immagini riportate sono state realizzate dal Politecnico di Milano sulla base dei dati raccolti dallo stesso ente e sono gratuitamente consultabili sul sito dell'Osservatorio sul Crowdinvesting.



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