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Walliance, il real estate crowdfunding del Gruppo Bertoldi


La piattaforma equity-based che innova il settore immobiliare

Oggi vi presentiamo Walliance, la piattaforma di equity crowdfunding per il real estate del Gruppo Bertoldi. Si tratta di una realtà che è nata per innovare le economie del settore immobiliare grazie al crowdfunding. Nell'intervista che vi proponiamo abbiamo avuto modo di affrontare il tema del finanziamento dal basso equity-based applicato al real estate in Italia e non solo.

1. Che cos'è e come funziona Walliance?
«Walliance è un portale di equity crowdfunding, il primo in Italia ad essere stato autorizzato da Consob dedicato esclusivamente alle economie del real estate. Attraverso la nostra piattaforma mettiamo in collegamento PMI (dalle quali riceviamo i progetti immobiliari) con il pubblico degli investitori che, in autonomia, possono studiare tutta la documentazione di ogni singola iniziativa e scegliere di parteciparvi, a partire da € 500,00».

2. Chi sono i fondatori di Walliance e com'è composto il team?
«I fondatori sono i fratelli Giacomo e Gianluca Bertoldi, insieme a Marco Mongera. I primi rappresentano la terza generazione di una famiglia di industriali trentini con una storia di successi imprenditoriali che dura da 60 anni. Mongera è invece un ex dirigente di banca, consulente finanziario e consulente immobiliare che ha deciso di sposare il progetto di Walliance».

3. Come funziona l'equity crowdfunding applicato al real estate all'interno di Walliance?
«La piattaforma funziona in modo molto semplice: riceviamo le proposte da parte delle PMI e le vagliamo attraverso i nostri comitati di valutazione interni, che dopo un controllo molto severo passano il risultato delle analisi ad un ente terzo e indipendente che valida il nostro processo. A quel punto (e solo a quel punto!) se tutte le valutazioni hanno ricevuto semaforo verde, i progetti vengono messi online. Chiunque può registrarsi al portale, selezionare il progetto che ritiene più adeguato e in 8 minuti completerà il processo di investimento, contribuendo alle campagne di raccolta anche solo con € 500,00. I crowdfunders saranno allora soci del soggetto proponente, che distribuirà il rendimento stimato dell'operazione una volta che la stessa sarà portata a termine».

4. Disciplina giuridica dell'equity crowdfunding per il real estate.
a) Quale è lo scenario giuridico attualmente in vigore in Italia?
«Attualmente siamo soggetti al Regolamento Consob sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali online. Il Regolamento è frutto di un'evoluzione che è partita nel 2012 e che inizialmente vedeva il crowdfunding come uno strumento appannaggio di start-up e PMI innovative. La recente estensione a tutte le PMI della possibilità di raccogliere capitali di rischio online, ha permesso la nascita di realtà come la nostra. C'è ancora qualche aspetto da aggiustare, ad esempio quello che riguarda il 5% del capitale sottoscritto in via obbligata da parte di un investitore professionale, che per le PMI non ha del tutto senso, ma comunque rileviamo molta disponibilità all'ascolto da parte del regolatore».
b) Con riferimento alla disciplina europea, cosa ne pensate della Regolamentazione ECSPs? Come potrebbe impattare sul vostro servizio?
«Per come è stata impostata non impatterà, almeno per le piattaforme di ECF (equity crowdfunding) italiane. Quello che maggiormente ci allontana dalla proposta europea è il limite di raccolta fissato a un milione di Euro, sul modello tedesco. Ad oggi la normativa italiana consente di arrivare a 5. Ecco perché siamo propensi a rimanere sotto l'egida di Consob».

5. In base ai dati dell'Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano siete il portale che è cresciuto di più, in termini di raccolta complessiva, nel mese di maggio. In questo senso, quale è la vostra opinione sull'ambiente competitivo del real estate applicato al crowdfunding in Italia e all'estero?
«In Italia il terreno competitivo è attualmente dominato da noi ed Housers. In realtà non siamo propriamente competitor perché adottiamo modelli di business completamente differenti. Nel nostro Paese il RECF (real estate crowdfunding) è un settore ancora agli albori e c'è spazio davvero per tutti. Basti pensare al fatto che secondo Massolution, entro il 2025 arriveremo ad un controvalore complessivo del mercato pari oltre 160 milioni di Dollari».

6. Oltre al modello equity, alcune piattaforme ricorrono alla tipologia lending-based per finanziare i progetti real estate tramite campagne di crowdfunding. Quale è la vostra opinione al riguardo? E come mai voi avete preferito optare per la forma equity-based?
«Scegliere di adottare il modello equity è stata una scelta ponderata. L'equity crowdfunding è normato da un regolamento frutto del lavoro di anni da parte delle istituzioni e delle parti sociali, per questo è molto più difficile ricevere l'autorizzazione ed è soggetto a controlli molto più severi. Di converso, però, permette di deliberare un prodotto che offre molta più trasparenza e sicurezza agli investitori finali. Il lending è normato da un PDF lungo una pagina e mezza».

7. Informazioni su Walliance.
«Nasciamo da un gruppo con oltre 60 anni di storia imprenditoriale di successo. Il nostro claim è 'innovativi per tradizione' ed è quello che abbiano nel dna. Facciamo innovazione da sempre.
Ci trovate nelle sedi di Trento, viale della Costituzione 16 e a Milano, all'interno del Fintech District in via Filippo Sassetti 32».



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