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I numeri del crowdfunding italiano nel 2016


L'analisi del Politecnico di Milano e di Starteed

I dati e le statistiche del crowdfunding italiano per il 2016 - a differenza di quelli del 2015possono essere desunti da tre studi condotti sulle diverse forme di finanziamento dal basso. Il primo è stato realizzato dal portale Starteed1 relativamente ai modelli donation-based, reward-basedroyalty-baseddo-it-yourself. Il secondo2, invece, è quello della School of Management del Politecnico di Milano (PoliMi) sul crowdinvesting, ossia sulle seguenti forme di finanziamento collettivo: equity, invoice trading e social lending. Il terzo ed ultimo studio è quello del Cambridge Centre for Alternative Finance3, pubblicato a gennaio del 2018.

Crowdfunding, in generale. Secondo l'università di Cambridge4, l'Italia è passata da un volume di mercato estremamente contenuto nel 2013, pari ad 1 milione di Euro, ad uno di € 127 milioni nel 2016, con una crescita del +298% rispetto al 2015. Il settore più esteso è stato quello dei prestiti alle aziende tramite social lendingseguito dall'invoice trading - valori che possono spiegarsi in virtù della stretta bancaria sui finanziamenti alle PMI italiane. Al terzo posto si trovano i prestiti peer-to-peer ai privati, che erano - invece - al primo posto nel 2015. Il reward crowdfunding è solo quarto, ma va evidenziato che all'incirca il 40% del totale dei fondi raccolti è servito a finanziare aziende start-up. L'equity crowdfunding è penultimo con un valore inferiore ai € 2 milioni. Chiude il donation crowdfunding con 400 mila Euro. 
Prestiti lending-based alle aziende e anticipi fatture online tramite crowdfunding sono anche i segmenti con il tasso di crescita più alto nel 2016 pari, rispettivamente, a +860% e +756%.

Donation, reward, royalty e do-it-yourself. In base ai dati rilevati sino a gennaio 2017 dalla ricerca5 di Starteed6, le piattaforme reward, donation e royalty attive nel 2016 erano 36 con oltre 8.300 campagne lanciate. Il valore complessivo delle somme raccolte (senza considerare gli importi dei progetti che non hanno avuto successo) si attestava a € 24,7 milioni - un valore più che raddoppiato rispetto ad ottobre 2015. Va però sottolineato che tale ammontare si riferisce non soltanto al 2016, ma all'intero periodo di attività ogni piattaforma. I best performer nel reward e nel donation sono stati: Eppela (oltre € 4,6 milioni), Rete del Dono (oltre € 3,6 milioni), Produzioni dal Basso e Music Raiser (con circa € 3,5 milioni a testa).
Il royalty7 nel 2016 ha totalizzato una raccolta inferiore ai € 20.000,00 ed il comparto do-it-yourself - sin dalla sua apparizione nel nostro Paese - ha raggiunto una quota pari quasi a € 3,3 milioni.

Equity, invoice trading e social lending. Il paper8 del PoliMi sul crowdinvesting si riferisce a un periodo di osservazione di 12 mesi sino a giugno 2016 e, dunque, non fa riferimento all'anno solare.
Per quanto riguarda l'equity9, al 15 giugno 2016, i i capitali complessivi raccolti ammontavano a € 5,6 milioni e le società autorizzate a gestire le piattaforme erano 19 e le campagne lanciate 48, di cui 19 chiuse con successo, 17 fallite e 12 ancora attive. La raccolta media di ogni progetto si attestava a € 316.903, pari a circa il 20% dell'intero capitale sociale disponibile in ogni offerta. Nella maggioranza dei casi le aziende erano costituite come start-up innovative e il 37,5% delle volte sono stati offerti titoli azionari anche senza diritto di voto. La finalità prevalente delle campagne ha riguardato lo sviluppo commerciale (58%) a dispetto degli investimenti produttivi (37,5%). L'indagine del PoliMi ha altresì censito 43 investitori istituzionali10 e 365 persone fisiche, individuando le seguenti peculiarità per gli investitorietà media 45 anninetta prevalenza di uomini (corrispondenti all'80% dei finanziatori) e appartenenza - nel 40% dei casi circa - alla stessa regione dell'impresa finanziata. L'area che ha visto il maggior numero di sottoscrittori e aziende finanziate è stata la Lombardia: quasi un terzo delle campagne sono state lanciate da imprese provenienti da quella zona e gli investitori nel 28% dei casi provenivano da tale regione. In definitiva, i capitali raccolti ammontavano a € 5,6 milioni.
In merito al social lending11 i portali attivi nel 2016 erano quattro: tre business-oriented ed uno consumer-oriented. I capitali raccolti ammontavano a € 28,3 milioni, di cui il 4,6% erogato alle aziende. I prestiti sono stati circa 5.300, con una durata media di 30-40 mesi ed un TAN (Tasso Annuo Nominale) del 6%. Mediamente la somma erogata alle aziende è stata pari a € 12.889, quella ai privati di € 5.000, principalmente per l'acquisto della casa e, poi, per l'automobile. I soggetti finanziati nel 74% dei casi erano maschi e tale percentuale aumenta sino al 91% considerando i 7.000 prestatori censiti. Questi ultimi, generalmente, di età compresa tra i 42 ed i 46 anni, risiedenti principalmente in Lombardia (30%), hanno prestato denaro anche fino a € 5.000. Bisogna però ricordare che tutti questi dati non contemplano il social lending per il no-profit12.
Infine, per quanto concerne l'invoice trading13, al 1° giugno 2016, era effettivamente attiva un'unica piattaforma14 e, quindi, i dati su questo settore non sono molto significativi. In ogni caso una disamina delle informazioni raccolte può dare una prima idea sullo stato dell'arte dell'invoice trading in Italia. Le fatture accettate dall'unico portale operativo e per cui è stato richiesto l'anticipo sono state 220 da parte di 40 aziende, prevalentemente PMI o start-up con difficoltà ad accedere ai prestiti bancari, per un totale complessivo di € 11 milioni. «L'importo medio delle fatture cedute con asta sulla piattaforma è stato finora pari a € 36.000, con una scadenza media di pagamento a 70 giorni»15. Ci sono stati versamenti in ritardo nell'8% dei casi, ma ancora nessun default. E' stata censita solamente una ventina di investitori istituzionali (dal momento che l'entry level dell'unico portale esistente corrispondeva ad un investimento minimo di € 50.000) che ha potuto beneficiare di un rendimento annuale dell'8,1%. Al contrario, il tasso di interesse per i soggetti finanziati non sempre è stato competitivo in confronto a quello bancario, come è stato peraltro registrato anche per il social lending.

Per un'analisi più approfondita di questi temi si invita alla consultazione delle tre ricerche:
1. La ricerca citata è C. BEDINO, Il Crowdfunding in Italia: tutti i numeri e le piattaforme (aggiornato a gennaio 2017), www.starteed.com, 23/01/2015. Il file è consultabile sul blog di Starteed. Tale indagine è altresì presente in POLITECNICO DI MILANO, 2° Report italiano sul CrowdInvesting, Politecnico di Milano - School of Management, 2017, pp. 8 ss.. Si tratta di un file scaricabile gratuitamente senza iscrizione sul sito Osservatori Entrepreneurship & Finance del Politecnico di Milano e per questo motivo, a fini divulgativi, è stato riportato nella pagina in cui si disaminano i dati del crowdfunding aggiornati al 2017.
2. POLITECNICO DI MILANO, 1° Report italiano sul CrowdInvesting, Politecnico di Milano - School of Management, 2016. Si tratta di un file scaricabile gratuitamente senza iscrizione sul sito Osservatori Entrepreneurship & Finance del Politecnico di Milano e per questo motivo, a fini divulgativi, è stato riportato qui sotto.
3. T. ZIEGLER-R. SHNEOR-K. GARVEY-K. WENZLAFF-N. YEROLEMOU-B. ZHANG-R. HAO, The 3rd European Alternative Finance Industry Report, Cambridge Centre for Alternative Finance, 2018. Si tratta di una ricerca scaricabile gratuitamente e senza alcuna iscrizione dal sito della Judge Business School della University of Cambridge. A fini divulgativi è stata altresì riportata in una nostra news. Segnaliamo che anche noi di Crowdfunding Cloud abbiamo partecipato a questo studio e per questa ragione siamo stati inseriti negli 'industry research partners'.
4. T. ZIEGLER-R. SHNEOR-K. GARVEY-K. WENZLAFF-N. YEROLEMOU-B. ZHANG-R. HAO, The 3rd European Alternative Finance Industry Report, Cambridge Centre for Alternative Finance, 2018, pp. 90 ss.. Si tratta di una ricerca scaricabile gratuitamente e senza alcuna iscrizione dal sito della Judge Business School della University of Cambridge. A fini divulgativi è stata altresì riportata in una nostra news. Segnaliamo che anche noi di Crowdfunding Cloud abbiamo partecipato a questo studio e per questa ragione siamo stati inseriti negli 'industry research partners'.
5. Le statistiche emerse dalla ricerca fanno riferimento a C. BEDINO, Il Crowdfunding in Italia: tutti i numeri e le piattaforme (aggiornato a gennaio 2017)www.starteed.com, 23/01/2015. Il file è consultabile sul blog di Starteed. Tale indagine è altresì presente in POLITECNICO DI MILANO, 2° Report italiano sul CrowdInvesting, Politecnico di Milano - School of Management, 2017, pp. 8 ss.. Si tratta di un file scaricabile gratuitamente senza iscrizione sul sito Osservatori Entrepreneurship & Finance del Politecnico di Milano e per questo motivo, a fini divulgativi, è stato riportato nella pagina in cui si disaminano i dati del crowdfunding aggiornati al 2017.
6. Va sottolineato come Starteed sia anche stato partner della ricerca sul crowdfunding del 2015 condotta da Ivana Pais per l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Per maggiori informazioni si veda: I. PAIS (coordinatrice), Il Crowdfunding in Italia. Report 2015, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, 2016 sviluppato con il supporto della piattaforma di crowdfunding di Telecom Italia (WithYouWeDo) e del portale Starteed. La ricerca è gratuitamente scaricabile presso questo link, inserendo la propria email.
7. Il dato sul royalty è stato ottenuto scorporando la raccolta dei portali royalty dai valori aggregati di Starteed. Nello specifico quanto affermato fa riferimento all'importo indicato da Starteed per BandBackers - unico portale royalty oggetto della ricerca. Tale piattaforma non era per altro inclusa nella precedente ricerca di Starteed (C. BEDINO, Tutti i numeri del Crowdfunding in Italiawww.starteed.com, 17/05/2016).
8. POLITECNICO DI MILANO, 1° Report italiano sul CrowdInvesting, Politecnico di Milano - School of Management, 2016. Si tratta di un file scaricabile gratuitamente senza iscrizione sul sito Osservatori Entrepreneurship & Finance del Politecnico di Milano e per questo motivo, a fini divulgativi, è stato riportato qui sotto.
9. I dati ivi riportati si riferiscono a POLITECNICO DI MILANO, 1° Report italiano sul CrowdInvesting, Politecnico di Milano - School of Management, 2016, pp. 7 ss.. Si tratta di un file scaricabile gratuitamente senza iscrizione sul sito Osservatori Entrepreneurship & Finance del Politecnico di Milano e per questo motivo, a fini divulgativi, è stato riportato qui sotto.
10. Si ricorda che il loro ruolo è fondamentale, per legge, per il successo di una campagna di equity crowdfunding.
11. I dati ivi riportati si riferiscono a POLITECNICO DI MILANO, 1° Report italiano sul CrowdInvesting, Politecnico di Milano - School of Management, 2016, pp. 8 ss.. Si tratta di un file scaricabile gratuitamente senza iscrizione sul sito Osservatori Entrepreneurship & Finance del Politecnico di Milano e per questo motivo, a fini divulgativi, è stato riportato qui sotto.
12. Il riferimento è al portale no-profit Terzo Valore (attivo anche nel donation crowdfunding).
13. I dati qui riportati si riferiscono a POLITECNICO DI MILANO, 1° Report italiano sul CrowdInvesting, Politecnico di Milano - School of Management, 2016, pp. 63 ss.. Si tratta di un file scaricabile gratuitamente senza iscrizione sul sito Osservatori Entrepreneurship & Finance del Politecnico di Milano e per questo motivo, a fini divulgativi, è stato riportato qui sotto.
14. L'unica piattaforma realmente operativa era Workinvoice.
15. POLITECNICO DI MILANO, 1° Report italiano sul CrowdInvesting, Politecnico di Milano - School of Management, 2016, cit., p. 66. Si tratta di un file scaricabile gratuitamente senza iscrizione sul sito Osservatori Entrepreneurship & Finance del Politecnico di Milano e per questo motivo, a fini divulgativi, è stato riportato qui sotto.




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